23 anni sono tanti

 

L’iter burocratico del Piano Insediamenti Produttivi dura da 20 anni, almeno per il comparto più ampio (quello di via Bosco - a destra andando verso Torre Lapillo), tempo molto lungo per paese come Veglie.
E’ opportuno ripercorrere il lungo iter burocratico per fare chiarezza e per esprimere con interezza di dati le responsabilità di questa situazione.

  • Il Consiglio Comunale con delibera n. 149 del 2 maggio 1981 avente per oggetto: “Riadozione Piano Regolatore Generale - Revoca deliberazioni precedenti” determina tre comparti per il PIP. Tra questi tre comparti c’è la zona di Via Bosco dx, caratterizzata come zona semindustriale.
    Preside il Sindaco sig. Antonio Frassanito. Di quella assise facevano parte gli attuali consiglieri Sabato Oronzo, Cutrino Giuseppe e Parente Giovanni.

  • La Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco Santo Greco, con delibera n. 67 13 ottobre 1983 integrata dalla delibera n. 141 del 24 novembre 1983, incarica l’ing. Dario Battista da Lecce per la redazione del Piano.

  • Il Consiglio Comunale, con delibera n. 181 del 10 luglio 1986, all’unanimità adotta i Piani.
    Preside il Sindaco Santo Greco. Sono presenti gli attuali consiglieri Antonio Cascione e Oronzo Sabato.

  • Il Consiglio Comunale, con delibera n. 99 del 6 dicembre 1988, riadotta i Piani all’unanimità e senza modifiche sulla ubicazione, aggiornati d’Ufficio a causa della approvazione del P.R.G. da parte della Regione e della variazione delle Norme Tecniche di Attuazione.
    Presiede il Sindaco Sig. Elio Spagnolo. Sono presenti gli attuali consiglieri di maggioranza: Albano Mario, Armonico Valerio, Cascione Antonio, Catamo Lorenzo, Ruberti Salvatore e Sabato Oronzo; di minoranza: Aprile Mario, Fai Fernando e Parente Giovanni. Consigliere anziano era Carlà Giovanni.

  • Il Consiglio Comunale, con delibera n. 115 del 28 aprile 1989, dopo l’iter di pubblicità, senza nessuna opposizione e all’unanimità approva i Piani e l’allegata relazione dell’ing. Dario Battista, previo parere positivo della Commissione edilizia i cui componenti erano: Aprile Aldo, Antonaci Vincenzo, Stoja Gerardo, Giancane Antonio, Calcagnile Carlo.

  • La Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco Antonio Greco, con delibera n. 859/96, dà incarico all’ing. Mauro Manca per l’attivazione delle procedure espropriative e per la predisposizione degli atti necessari per acquisire i terreni. Impegna la somma di L. 198.000.000 per spese tecniche ed indennità di espropriazione.

  • Il Consiglio Comunale, con delibera n. 6/97, approva il Piano delle OO.PP. con un incremento dell’impegno per indennità di esproprio dell’area di via Bosco dx da 200.000.000 a 700.000.000;

  • Il Consiglio Comunale, con delibera n. 59 del 29 ottobre 1997, approva il quadro tecnico-economico redatto dall’ing. Manca, che fissa definitivamente la spesa in L. 818 milioni, incrementando così la somma da reperire mediante accensione di mutuo con la Cassa DD.PP. sino a L. 620.000.000.
    Con questa delibera sono stati altresì approvati: 1) La Relazione esplicativa; 2) Il Piano particellare di esproprio e calcolo di indennità; 3) La Relazione tecnica sui criteri di determinazione dell’indennità di esproprio.

  • Il Tecnico incaricato, il 18 dicembre 1997, chiede l’emissione del decreto di autorizzazione ad introdursi in proprietà privata per la rilevazione.

  • L’Amministrazione Comunale, il 22 dicembre 1997:

    • notifica alla ditta Malfatti la delibera n. 115/89 del Consiglio Comunale e comunica la data del 30 gennaio 1998 per la redazione del verbale di consistenza sul luogo;

    • notifica il decreto di occupazione di urgenza.

  • Il Tecnico incaricato redige, il 30 gennaio 1998, il verbale di stato di consistenza. Due testimoni sottoscrivono il verbale da cui risulta che il comparto di via Bosco dx è pascolo cespugliato e seminativo.

  • Il Decreto di indennità definitiva d’esproprio dell’immobile è del 2 giugno 1998, determinata ai sensi dell’art. 5 bis della Legge 359/92.

  • Il Consiglio Comunale nella seduta del 24 luglio 1998 prevedeva all’ordine del giorno una delibera per la rimodulazione del PIP fatta dall’U.T. . Il Sindaco ritira la delibera per l’assenza nella seduta dell’ing. Stefanelli che aveva rimodulato il piano.

  • Il Sindaco e la ditta Malfatti, il 27 agosto 1998, sottoscrivono il verbale di cessione bonaria.

  • La Giunta Comunale, con delibera n. 334 del 2 settembre 1998, approva il verbale di cessione bonaria e determina di pagare L. 130.000.000 entro il 10 settembre 1998 (mandato dell’ 8 settembre 1998) e L. 620.000.000 non appena sarebbe pervenuta la somma dalla Cassa DD.PP. e, comunque non oltre il 10 ottobre 1998 (la Cassa accredita il 17 settembre 98, il mandato è emesso il 21 settembre 98).

SOLO QUALCHE GIORNO DOPO SI FA VIVA LA LEGA AMBIENTE PER CONTESTARE LA SCELTA DELLA UBICAZIONE DELL’AREA PIP.

  • Il Quotidiano di Lecce, il 25 settembre 1998, pubblica sintesi di una nota della Lega Ambiente contro il PIP di Veglie. E’ da precisare che nel numero di maggio di InformaVeglie l’Amministrazione aveva data notizia dell’acquisizione dell’area di via Bosco dx per il PIP.

  • Perviene all’Amministrazione una nota della Lega Ambiente, a firma di Stefania Bronzino, solo il 9 ottobre 1998. Da questa data inizia una lunga e fitta lista di incontri, telefonate e messaggi che è lungo riportare ma il cui contenuto è possibile sintetizzare in questi termini:

    • grande attenzione alle richieste della Lega Ambiente e alla sua sensibilità ambientale;

    • mancanza di qualsiasi vincolo legislativo sulla zona in questione: la Legge Regionale n. 30 del maggio 1990 non interessa la cosiddetta macchia di Lupomonaco perché all’art. 2, co. 2, recita: “...nelle aree destinate ad insediamenti turistici, artigianali ed industriali sono consentiti gli interventi urbanistici esecutivi (...) che risultino approvati alla data di entrata in vigore della presente legge”;

    • nonostante la mancanza di vincoli urbanistici, il degrado della zona e la non ancora certificata importanza botanica, la maggioranza fa la scelta di una “conservazione dinamica” di essa.

Il 18 maggio 1999, dopo ampi contatti, con la ragionevolezza dei responsabili provinciali della Lega Ambiente, del prof. Marchiori e del prof. Medagli dell’Università di Lecce, si tiene una importante riunione nella sala consiliare del Comune. I presenti e gli importanti risultati sono riportati in un verbale sottoscritto dal Sindaco e dal Direttore Generale.
L’unico che prima accetta di far parte del gruppo di lavoro e poi non partecipa alla riunione concordata per la metà di giugno è un iscritto di Veglie al Circolo Lega Ambiente “Arneo” di Galatone.

Le forze politiche locali, i sindacati e le forze sociali non hanno espresso posizioni ufficiali a riguardo, ad eccezione dei Socialisti, che dopo aver prima insistito per accelerare i tempi dell’acquisizione dell’area e dopo aver fatto proposte per la gestione delle zone PIP, si uniscono, con qualche distinguo, alla protesta del rappresentante vegliese della Lega Ambiente con un documento letto in Consiglio Comunale nell’autunno 1999.

 

IN CONCLUSIONE

Nel novembre 1999 c’era una soluzione all’intera vicenda che stava per essere approvata dal Consiglio Comunale: era la proposta di mettere insieme area PIP e tutela della parte più importante della macchia mediterranea, con il doppio vantaggio di aver un buon numero di lotti destinati ad insediamenti produttivi nella parte bassa dell’area e la realizzazione di un’area vincolata per la tutela, lo sviluppo e l’ampliamento della parte alta della zona al fine di incentivare la costituzione di un parco pubblico.

Era una proposta, certamente discutibile ma non improvvisata, che appariva migliore di tante altre esaminate con il metodo punti di forza/punti di debolezza, e comunque era un punto di arrivo, dopo un percorso faticoso. Gli eventi amministrativi successivi non hanno consentito che da proposta divenisse deliberazione.
Sono trascorsi più di quattro anni dal novembre 1999. All’attuale maggioranza spetta il compito di trovare altre soluzioni, se quella individuata dalla passata amministrazione non va bene. Senza ulteriori ritardi e senza altri rinvii dannosi per lo sviluppo economico dell’intero paese.

Antonio Greco
 

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